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Security Infrastrutture Stradali, Seminario AIPCR

Il prossimo 7 aprile, presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in viale dell’Arte 16 a Roma, si terrà il seminario organizzato dalla  World Road Association AIPCR, sul tema della Security delle infrastrutture stradali.

 

 

Nell’ambito del Programma Strategico 2016-2019, l’Associazione ha creato la Task Force internazionale “Infrastructure Security”, con la partecipazione dei rappresentanti di circa 20 Paesi del mondo, alla cui presidenza è stato nominato l’ Ing. Saverio Palchetti della Direzione Affari Istituzionali dell’ANAS.

La Task Force sta elaborando delle raccomandazioni da proporre a Enti, Agenzie, Concessionari del mondo della strada, oltre al settore automotive, per limitare gli effetti di attacchi criminali e per prevenirli il più possibile e per accrescere la consapevolezza (awareness) rispetto alle minacce attuali. Gestori, imprese di trasporto, gli stake-holder interessati alla strada, sono particolarmente attenti ai problemi di security anche come evoluzione delle soluzioni tecniche di safety.  Alla presenza di esperti italiani del settore, il workshop è il primo appuntamento di una serie che approfondiranno un tema, come quello della security stradale di grande attualità e non ancora del tutto esplorato. 

 

Per “Infrastructure security” si intende la prevenzione programmata nei riguardi dei rischi legati al terrorismo, al sabotaggio e più in generale alla dolosità. La tematica si affianca a quella più nota concernente la safety che riguarda la protezione contro i rischi accidentali.  L’elemento essenziale della infrastructure security è la  volontarietà dell’atto che comporta una prevenzione programmata, cioè una postura predittiva e non solo reattiva rispetto agli scenari di minaccia, non solo noti ma anche possibili. 

 

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Il camion dell'attentato di Nizza del 14 luglio 2016

 

Nell’ambito della Task Force internazionale sono emerse due domande essenziali:  la prima, che cosa si dovrebbe fare se un giorno qualsiasi, nella propria organizzazione, dovessero verificarsi atti criminali già avvenuti in altri contesti? La seconda  : verso quali nuove minacce stiamo andando nei prossimi  5-10 anni?

Le tragiche vicende delle stragi provocate da attentati verificatisi in strade e piazze di alcune capitali d’Europa, hanno portato all’attenzione i temi della prevenzione e della protezione contro il terrorismo anche nel campo delle infrastrutture e dei trasporti stradali. Non solo in quanto luogo di possibili attentati e atti criminali, ma anche come sede di eventi criminali attuati con l’utilizzo dei mezzi di trasporto. E’ noto che aerei, metropolitane, camion e auto non sono solo obiettivi ma possono essere usati come “armi” per amplificare la devastazione dell’atto e quindi l’effetto sull’opinione pubblica. E’ ben nota l’attività congiunta di prevenzione/protezione da parte delle nostre Forze dell’Ordine e degli Enti gestori/proprietari  nei  vari contesti : treno-ferrovia-stazione, nave-porto,  aereo-aeroporto. Ne segue che anche per quanto di grave accaduto in questi anni, si sta rafforzando la security anche nel contesto conducente-strada-autostrada.

 

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l'attentato al mercato di Natale a Berlino il 19 dicembre 2016

 

I tragici fatti avvenuti in Europa e nel mondo, hanno fatto emergere l’esistenza di una potenziale minaccia per i luoghi in cui la strada attraversa o passa accanto a luoghi di norma frequentati da gruppi di persone (stazioni di servizio, di bus, mercati, centri commerciali, file di auto in attesa, ecc.) o anche affollati in occasione di eventi eccezionali. La strada, già sede potenziale di varie tipologie di atti criminali e traffici illeciti di varia natura, può essere sede di azioni efferate e il tramite privilegiato per colpire gallerie, ponti e viadotti ma anche, come a Parigi, a Nizza, a Bruxelles e a Berlino, anche per fare stragi in mercati e in luoghi di ritrovo all’aperto e sedi di spettacoli.

 

 

I casi di studio più sensibili riguardano le gallerie stradali, nelle quali, in generale, le esigenze di safety e di security si combinano in vario modo.  Altri casi di studio riguardano atti di hackeraggio che possono modificare i pannelli a messaggio variabile fornendo indicazioni ingannevoli ai conducenti oppure interrompere il funzionamento dei sistemi di illuminazione e di ventilazione di gallerie e tratti autostradali che vengono controllati da remoto. In tal senso una minaccia possibile è costituita dalla vulnerabilità di una rete per cui un punto, un container, una cabina, un sistema di ventilazione, una telecamera possono essere punti di accesso per un possibile attacco informatico. In tal caso occorre domandarsi cosa succede in caso di un’azione intenzionale di malware, con tempi di risposta, personale, ecc.

 

Occorre quindi  che presso Enti gestori, Concessionari, Agenzie, si rafforzi la consapevolezza della necessità di una attitudine preventiva e una capacità di resilienza per acquisire una nuova capacità di reazione di fronte a eventi critici possibili ed imprevedibili.  E’ essenziale una  “postura predittiva”  e non solo reattiva, rispetto a minacce potenziali verso cose e persone.

 

            

 

Immedesimarsi in alcune situazioni critiche, aiuta a comprendere meglio le dinamiche reali di una situazione critica, come ad esempio la necessità da parte di un operatore stradale di dover agire all’istante, in emergenza,  anche senza avere la piena consapevolezza del fatto e in attesa dell’arrivo delle forze specializzate. La rapidità d’azione e la lucidità delle risposta in caso di azioni criminali o semplici situazioni pericolose inattese è essenziale a motivo dell’evolversi degli eventi e per l’importanza che ha il fattore umano. In un articolo pubblicato su La Repubblica del 16 luglio scorso, si parla di “car jahad” e del rischio di assalti con camion, auto e suv in varie città del mondo. L’articolo si conclude dicendo “il massacro di Nizza ci costringerà a guardare sempre con inquietudine il mastodonte della strada che si avvicina”.  

 

In prospettiva si stanno profilando anche nuove forme di rischio, soprattutto in relazione ai possibili attacchi informatici cui potranno essere soggette le auto connesse ad Internet, alla sicurezza informatica delle auto senza conducente e alle cosiddette autostrade “intelligenti”. 

Nel contempo non va trascurato la rapida evoluzione delle minacce informatiche, e quindi della necessità di sviluppare una cyber security. Nuove forme di hackeraggio, attacchi ai sistemi di pagamento, nuovi crimini finanziari, furti di banche dati, concorrenza illegale, non risparmiano il mondo delle società stradali e autostradali che sono esposte, alla pari di tutto il mondo economico, a rischi reputazionali e societari. 

 

Rispetto a radicali e costosi interventi infrastrutturali di protezione in chiave security, appaiono più economicamente sostenibili e perciò  rappresentano un obiettivo a breve più realistico, evoluzioni tecniche delle misure di safety. Il rafforzamento di misure di protezione già esistenti, dei sistemi di controllo del traffico e di sorveglianza, con una migliore organizzazione della sicurezza aziendale, con interventi di formazione e sensibilizzazione del personale per primo impegnato in situazioni di emergenza di security, paiono essere percorsi possibili. In prospettiva però, nelle nuove realizzazioni occorrerà integrare i criteri BIM, per i quali già si è attivato il nostro Ministero delle Infrastrutture, in primis per le costruzioni strategiche con particolari standard di sicurezza come ad esempio in Gran Bretagna con il PAS 1192-5 secondo un concetto di Integrated Security.

 

Il seminario di Roma costituirà un punto di partenza per riunire tutti gli operatori interessati alla Security delle infrastrutture e cercare, nello spirito della World Road Association, una condivisione ed un arricchimento delle esperienze italiane e degli altri Paesi.