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SEMA - Simposio Eclettico della Mobilità Autonoma

 
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                                             Leonardo Annese, Direttore Scientifico del SEMA
 
 
La guida autonoma è stato al centro di un incontro a Roma, venerdì 1° marzo, un momento di confronto fra addetti del settore e coloro che saranno i prossimi utenti dei veicoli senza conducente. 
 
Il SEMA - Simposio Eclettico della Mobilità Autonoma ha il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Anas, dei Comuni di Roma Capitale e Torino, di Aci, dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Roma, di quello degli Psicologi del Lazio, di TTS Italia, della World Road Association PIARC Comitato Nazionale Italiano, della Consulta Cittadina della Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità.
 
Il nasce da un’idea di Leonardo Annese, Direttore Scientifico SEMA, e sarà un momento di scambio e confronto all’interno del quale interverranno ventisei addetti di settore e personalità del mondo istituzionale sul tema della guida autonoma fra i quali figurano Sergio Dondolini, Direzione Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero Infrastrutture e Trasporti, Anna Botti, Responsabile del Contenzioso Responsabilità Civile e tutele assicurative di Anas, Luigi Carrarini, Responsabile Servizio Infrastruttura Tecnologica e Impianti di Anas, Massimo Marciani, Presidente FLC Frieght Leaders Council, docenti universitari dell’Università di Roma “La Sapienza”, Roma Tre e di Bologna come Pierluigi Cordellieri, Laura Moschini, , Stefano Crisci, Andrea Simone.
 
Il simposio si è sviluppato attraverso sette tracce tematiche: accettazione sociale ed etica, Sicurezza stradale, Cyber Security, Responsabilità e regolamentazione, Il veicolo autonomo – Aspetti tecnologici, Nuovo modello del trasporto di persone e merci, Trasformazione sociale e occupazione. 
 
Il SEMA (Simposio Eclettico della Mobilità Autonoma) è il primo evento che ingloba tutti questi temi in unico incontro attorno al quale gli esperti del settore discuteranno i temi attraverso un dialogo condiviso, anche sulla base delle domande del pubblico e di coloro che seguiranno l’evento in streaming.
 
Tutte le foto a questo link icona fotografo
Qui il video con il timing degli interventi
 
video scaletta
 

Simposio Eclettico della Mobilità Autonoma

Il 1 marzo 2019, si terrà a Roma presso lo storico palazzo ottocentesco dell'Acquario Romano il Simposio Eclettico della Mobilità Autonoma - SEMA.

Discuteremo con un pubblico formato da esperti dei settori dell'automotive, telecomunicazione, assicurazioni, sociologia, psicologia e etica i temi di accettazione sociale insieme ad una platea di quelli che sono gli "utenti" della strada dal pedone all'autotrasportatore, le implicazioni non solo sulla qualità e capacità della mobilità ma anche sulla vita quotidiana delle persone.

i 40 anni di politiche sviluppate a tutti I livelli dall’ONU, alla UE ai Governi, le città, I gestori stradali e autostradali hanno mirato a raggiungere un obiettivo , la famosa Vision Zero, cioè zero morti entro il 2050 e la diminuzione del 50% entro il 2020.

Siamo al 2018 e questo obiettivo sembra ancora lontano preso atto dello stop alla diminuzione di decessi e feriti gravi degli ultimi 2 anni in controtendenza con gli anni passati.

Cosa è successo? Perché dopo un ventennio di successi con un drastico calo adesso ci si è fermati? Siamo arrivati a un punto di saturazione dove anche le migliori iniziative e politiche, dai Cinque Pilastri della sicurezza stradale, alle migliaia di campagne educative, al continuo miglioramento delle tecnologie dei veicoli e delle infrastrutture non hanno più effetto.

Ciò non vuol dire che questi strumenti non siano validi, vuol dire semplicemente che hanno esaurito il loro potenziale e che adesso si deve cambiare strumento e metodo.

Qui entra in campo la più grande innovazione tecnologica nel settore dei trasporti dall’invenzione del motore a scoppio: la guida autonoma.

La guida automa o senza conducente può sembrare una prospettiva quasi fantascientifica. La realtà è che si tratta di un futuro molto ma molto vicino.

foto uomo che legge

Durante il tragitto potremo dedicarci ad altre attività

Le tecnologie sono per la maggior parte disponibili già oggi e le troviamo presenti su alcuni dei veicoli ultimo modello come la frenata di emergenza, il parcheggio autonomo, la tenuta in carreggiata che presto potremo vedere su tutti i nuovi modelli.

D’altronde fino a qualche anno fa i sistemi di frenata come l’ABS erano riservati alle macchine di alto livello con costi notevoli. Ora è un dispositivo presente su tutte le macchine di serie.

Parlare di GUIDA AUTONOMA oggi equivale a porre le persone di fronte ad una soluzione che non avevano mai considerato come possibile nel corso della loro vita, eppure è già realtà. Entro pochi anni vedremo le prime vetture a guida autonoma sulle nostre strade che loro stesse saranno sempre più attrezzate tecnologicamente ed in grado di interloquire con i veicoli guidandoli nel traffico connesso con l’infrastruttura stradale.

Questa prospettiva ha tuttavia un immediata reazione da parte di colei o colui a cui si propone: incredulità, sospetto, paura.

Eppure dobbiamo essere pronti a questo futuro che toccherà presto anche le nostre vite.

Il futuro è proprio dietro l’angolo non lasciamoci cogliere impreparati.

in allegato la presentazione dell'evento e una bozza di programma.

Acquario Romano small

                                                                        L'Acquario Romano, sede del SEMA

I PRO E I CONTRO DELLA GUIDA AUTONOMA
 
Nonostante i vari potenziali benefici per l'aumento dell'automazione dei veicoli, ci sono problemi irrisolti. In verde abbiamo messo in vantaggi, in blu le problematiche risolvibili e, in rosso, le maggiori paure da parte dell’utente.
•Sicurezza stradale
•Risparmio di denaro
•Diminuzione dell’inquinamento
•Diminuzione del traffico
•Maggior tempo libero per sé e per i propri cari
•Questioni tecnologiche
•Questioni etiche
•Controversie in materia di responsabilità
•Attuazione di un quadro giuridico e istituzione di regolamenti governativi
•Resistenza da parte degli individui alla perdita del controllo delle loro auto
•Rischio di perdita di privacy e problemi di sicurezza, come hacker o terrorismo
•Preoccupazioni per la conseguente perdita di posti di lavoro nel settore dei trasporti su strada
 

Nel corso del Simposio cercheremo di dare gli elementi utili per rispondere a tutti questi punti.

Ospiteremo esperti del settore delle tecnologie, dell’automotive, delle telecomunicazioni, i gestori stradali, chi opera su e con la strada come autisti, tassisti, meccanici, agenzie di guida ma anche i semplici utenti della strada come i pedoni, i ciclisti automobilisti e motociclisti.

Ci saranno psicologi con cui affrontare il tema dell’etica nella robotica, sociologi che proveranno a rappresentare il nuovo modello di società che si prospetterà. Ma i veri protagonisti saranno i vostri dubbi, le vostre paure l’inconsapevolezza di un futuro che, vedrete, tanto futuro non è.

Entrerete con i vostri dubbi e uscirete, speriamo, con qualche certezza in più.

E' possibile sponsorizzare l'evento con un contributo alle spese di organizzazione.

contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Sicurezza Stradale, la Nuova Campagna di Anas 2018 "Guida&Basta"

“Quando Guidi, Guida e basta”. Il claim della campagna sulla sicurezza stradale promossa da Anas S.p.A., in collaborazione con la Polizia di Stato e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è diventata una canzone con interpreti d’eccezione.
Due voci, quella del cantautore Carlo Fava, che ne ha composto anche la musica, e quella del giornalista Paolo Liguori, raccontano – con delicato umorismo, al ritmo di Bossa nova - di una vita che non c’è più, passando in rassegna una serie di cattive abitudini al volante.
“Pensa che quando ero vivo, non guidavo neanche male. Una volta ho anche frenato su una striscia pedonale, ma se ero un po’ in ritardo ad un nuovo appuntamento, io passavo sulle strisce a non meno di duecento”.
Una carrellata di comportamenti da evitare rigorosamente mentre si è alla guida di un veicolo, che Anas ha deciso di trasporre in immagini realizzando un videoclip interpretato dall’attore Lele Vannoli che racconta con amara ironia le conseguenze allarmanti e che possono derivarne.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare gli utenti della strada a essere prudenti e concentrati mentre si è al volante.
“Pensa che quando ero vivo, mi sembrava un po’ pesante guidare addirittura con le mani sul volante, mi ricordo che una volta per cercare l’accendino non ho visto bene il nonno tanto meno il cagnolino”.
Il testo della canzone, scritto da Gianluca Martinelli, vuole affrontare con apparente leggerezza un tema attuale come quello della distrazione alla guida e richiamare l’attenzione sull’importanza di una guida attenta che non metta in pericolo la propria incolumità e quella degli altri.

Da sx Francesco Cabras Lele Vannoli Alberto Molinari

Il numero delle vittime sulle strade, secondo i dati Istat, nel 2016 aveva finalmente registrato una battuta d’arresto, con 145 deceduti in meno rispetto al 2015. Nel 2017 l’incidentalità, rilevata da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, ha evidenziato invece una preoccupante inversione di tendenza, con un aumento degli incidenti mortali dell’1,4% (22 in più del 2016, da 1.547 a 1.569) e, soprattutto, delle vittime del 2,7% (45 deceduti in più, da 1.665 a 1.710).
Tra le cause principali di incidentalità la distrazione resta quella principale. Sono aumentate infatti le infrazioni dovute all’uso improprio dello smartphone che impedisce di mantenere lo sguardo sulla strada e le mani sul volante, interferendo pericolosamente sui tempi di reazione e sull’attenzione dei conducenti, con rischi elevatissimi per la sicurezza di tutti gli utenti della strada.
Lo confermano i numeri: 65.104 sono le infrazioni commesse nel 2017 per il mancato utilizzo di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, il 7,1% in più rispetto al 2016.

La canzone “Guida e basta”, prodotta da Carlo Fava, Gianluca Martinelli e Danilo Minotti, e il videoclip diretto da Alberto Molinari e Francesco Cabras saranno diffusi attraverso i canali social di Anas.

DEKRA Rapporto2017 sulla Sicurezza Stradale - Misure comprovate

DEKRA Consulting è una società tedesca che eroga servizi di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing in tutti i settori di mercato.

Nel 2004 la società risulta tra i firmatari della European Road Safety Charter (documento voluto dalla Comunità Europea nel tentativo di miglioramento delle condizioni di sicurezza nella circolazione su ruote e di abbassamento del numero delle vittime di incidenti stradali in Europa).

Dal 2008, DEKRA pubblica a cadenza annuale il “Rapporto europeo sulla sicurezza stradale” in forma stampata e in diverse lingue. In concomitanza con la pubblicazione del Rapporto 2016 sulla sicurezza stradale di DEKRA è stato creato il nuovo portale internet www.dekra-roadsafety.com. Qui troverete, in primo luogo, i contenuti a questo rapporto stampato, ad esempio sotto forma di immagini in movimento o grafici interattivi. In secondo luogo, il portale si occupa anche di altre questioni e attività di DEKRA che riguardano il tema della sicurezza stradale. Il collegamento al rapporto stampato presente nel portale internet può essere effettuato sul vostro tablet o smartphone direttamente tramite i codici QR prestampati nei punti corrispondenti.
 
dekra sito
 

Il Rapporto sulla Sicurezza Stradale di DEKRA intende fornirire il suo contributo. A diffrenza dei Rapporti precedenti, questa volta l’attenzione non è posta ad alcuna modalità di trasporto, né ad un particolare gruppo di utenti della strada. Piuttosto, ci dedichiamo al cosiddetto approccio Best Practice, che già da anni viene utilizzato anche nel settore della sicurezza stradale. 

Tenuto conto del fatto che ogni vittima del traffico stradale è una di troppo, l’aumento della sicurezza stradale resta una delle principali sfide poste dalla società. Ciò vale se la problematica non si limita ai singoli paesi, ma viene considerata in una prospettiva globale. Infne, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa 1,25 milioni di persone perdono la vita ogni anno a causa di incidenti stradali in tutto il mondo. Per anni, tale cifra ha mantenuto questo livello. 
Dunque, diventa ancora più importante capire se sia possibile realizzare una contromanovra effciente e sostenibile per ottenere un miglioramento signifcativo di questa situazione.
A tal fine, anche il Rapporto sulla Sicurezza Stradale di DEKRA intende fornire il suo contributo. A diffrenza dei Rapporti precedenti, questa volta l’attenzione non è posta ad alcuna modalità di trasporto, né ad un particolare gruppo di utenti della strada. Piuttosto, ci dedichiamo al cosiddetto approccio Best Practice, che già da anni viene utilizzato anche nel settore della sicurezza stradale.
 

In tale contesto, indichiamo per i tre temi principali, ossia l’uomo, le infrastrutture e la tecnologia dei veicoli, dei provvedimenti che si sono rivelati di successo in alcune regioni del mondo e che probabilmente potrebbero avere successo altrove, a condizione che le condizioni lo consentano e che il rapporto costi-benefci sia accettabile. Ove possibile, sosteniamo gli esempi di Best Practice illustrati attraverso delle cifre signifcative, sottolineando che questo o quel provvedimento hanno portato palesemente a ottenere meno incidenti, decessi o lesioni. Inoltre, siamo riusciti ancora una volta ad avvalerci di prestigiosi esperti nazionali e internazionali per ottenere dichiarazioni in cui, tra l’altro, si riportano provvedimenti, esperienze o progetti per il miglioramento della sicurezza stradale nel loro rispettivo Paese o in una particolare regione del mondo.

Alleghiamo qui il Rapporto sulla sicurezza Stradle 2017 dove sono presentate alcune delle best practices internazionali in materia di sicurezza stradale.

Buona lettura!

 

Trasporto Merci Pericolose: Quali Soluzioni per Evitare Disastri?

Trasporto merci Pericolose: quali soluzioni per evitare disastri?

di Leonardo Annese (PIARC Technical Committee Road Safety National Policies and Programs)

Il drammatico incidente che si è verificato lo scorso 6 agosto sulla tangenziale di Bologna e che ha visti coinvolti dei mezzi pesanti con trasporto di merci infiammabili, ha riportato all’attenzione della pubblica opinione ma soprattutto della politica, il tema della regolamentazione del trasporto di merci pericolose.

Il principale elemento causale che emerge dalla dinamica dell’incidente è la distanza ravvicinata tra i due mezzi.
La causa della mancata osservanza delle distanze di sicurezza è da appurare ma appare evidente che potrebbe derivare da un comportamento erroneo da parte del guidatore causato da distrazione (uso cellulare) o da un malore o stanchezza.

merci pericolose

Proprio una direttiva europea, Direttiva 2008/68/CE, sul trasporto interno di merci pericolose, recepita nell’Ordinamento italiano con Decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 20 marzo 2018, stabiliva norme comuni per il trasporto in sicurezza di merci pericolose all’interno dei paesi dell’Unione europea.
E’ stata successivamente presentata una Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2017 sul tema "Salvare vite umane: migliorare la sicurezza dei veicoli nell'UE" (2017/2085(INI)) con cui il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di rendere i sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) obbligatori per tutte le nuove auto. I sistemi di sicurezza auto quali la frenata automatica e il mantenimento della carreggiata di marcia dovranno così essere forniti di serie su tutte le nuove vetture così come avviene già adesso per altri dispositivi di sicurezza come l’ABS e l’ESP.

La nuova Risoluzione del 2017 che impone l’installazione dei sistemi ADAS sui nuovi mezzi, rimanda la sua applicazione a una minima parte del parco mezzi circolante non risolvendo nell’immediato, il problema della criticità del trasporto di merci pericolose sulle strade.

trasporto merci pericolose

Queste le possibili azioni da intraprendere pe evitare situazioni analoghe:

1. Controllo dei tempi di guida degli autisti (per prevenire episodi di stanchezza e conseguente perdita di controllo del mezzo) e geolocalizzazione dei mezzi transitanti sulle strade con sistemi di controllo fleet management centralizzati e intervento da parte della Polstrada o attraverso messaggi direttamente in cabina (OBU) per avvisare della presenza di trasporti pericolosi insistenti sul tragitto o eccessiva vicinanza agli stessi;
2. determinazione distanza di sicurezza obbligatoria tramite sistema di classificazione con codice Klemer ;
3. Previsione della presenza di un co-pilota di supporto almeno sui mezzi che trasportano merci pericolose.

Una soluzione di medio termine (soluzione 1) potrebbe essere l’utilizzo dei sistemi di rilevazione delle posizioni dei mezzi facenti capo a un fleet management aziendale coordinandolo centralmente con gli Organi di Polizia ed intervenendo con avvisi di presenza di mezzi pericolosi o di eccessivo avvicinamento agli stessi con un sistema di allerta direttamente agli autisti (via cellulare o apparati di comunicazione a bordo)che avrebbero così il tempo di assumere tutti gli accorgimenti di guida e di percorso utili a ridurre al minimo la pericolosità di interazione con i mezzi pericolosi.
Sfruttare i sistemi di fleet management per questa e/o altre opzioni di sicurezza può essere una soluzione di rapida realizzazione a costo estremamente contenuto.

Tutti i mezzi pesanti sono già assistiti da sistemi di fleet management e, in particolare, lo sono tutti quelli che effettuano trasporti di merci pericolose identificabili attraverso i codici Klemer.

klmer
un codice Klmer apposto sull’automezzo


In Italia, esistono decine di società che erogano servizi di fleet management e tutte le aziende di autotrasporto di medie/grandi dimensioni spesso hanno sistemi gestiti in proprio i cui dati potrebbero confluire nel data base nazionale.

Un sistema del genere, in attesa di maggiore diffusione di sistemi di guida autonoma in condizioni di emergenza (frenata automatica, anticollisione, …) potrebbe poi essere agevolmente esteso anche ad altri tipi di trasporto e/o attivato in particolari aree come attraversamenti dei centri urbani o in particolari scenari (trasporti eccezionali, aree fortemente cantierizzate).

Nell’immediato, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti potrebbe decretare l’immediata installazione di tali dispositivi ADAS anche sul parco circolante con opportuni incentivi da applicare sull’acquisto ed installazione dei dispositivi.

Nel caso dell’incidente di Bologna, la mancanza umana è stata senz’altro la causa dell’incidente insieme a tutta una serie di eventi coincidenti che hanno causato l’incendio.
Non possiamo che ribadire quanto affermato dal relatore della Risoluzione al Parlamento Europeo del 2017, Dieter-Lebrecht Koch, come i sistemi di assistenza automatica siano come silenziosi e preziosi copiloti che ci aiutano ad evitare gli incidenti correggendo e prevenendo i nostri errori “umani”.

 

 

ISTAT Pubblicati i Dati sull'Incidentalità Stradale

INCIDENTI STRADALI IN ITALIA 2017 Calo degli Incidenti rispetto al 2016

ISTAT, l'Istituto Nazionale Statistica, ha pubblicato lo scorso 23 luglio, le statistiche relative agli incidenti stradali in Italia.

Nel 2017 sono stati 174.933 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in leggero calo rispetto al 2016, con 3.378 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 246.750 feriti.
 
Il numero dei morti torna a crescere rispetto al 2016 (+95 unità, pari a +2,9%) dopo la riduzione registrata lo scorso anno.
 
Tra le vittime sono in aumento i pedoni (600, +5,3%) e soprattutto i motociclisti (735, +11,9%) mentre risultano pressoché stabili gli automobilisti deceduti (1.464, -0,4%); in calo ciclomotoristi (92, -20,7%) e ciclisti (254, -7,6%).
 
Rispetto all’anno precedente gli incidenti e i feriti registrano una lieve diminuzione (-0,5% e -1,0%) (Figura 1). Stabile il numero dei feriti gravi: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera nel 2017 sono stati 17.309, valore pressoché analogo a quello del 2016 (-0,1%). Il rapporto tra feriti gravi e deceduti è sceso a 5,1 da 5,3 dell’anno precedente. Il tasso di lesività grave sulla popolazione residente è di 28,6 feriti gravi per 100mila abitanti (40,1 per gli uomini e 17,7 per le donne).
 
Sull’aumento del numero di morti in Italia incide soprattutto quello registrato su autostrade (comprensive di tangenziali e raccordi autostradali) e strade extraurbane (296 e 1.615 morti; +8,0% e +4,5% sull’anno precedente). Un aumento più contenuto si registra, invece, sulle strade urbane (1.467 morti; +0,3%). Nei grandi Comuni si rileva una tendenza opposta, con una diminuzione del 5,8% del numero di vittime nell’abitato.
 
Nell’Unione europea, il numero delle vittime di incidenti stradali diminuisce nel 2017, seppure in misura contenuta (-1,6% rispetto al 2016): complessivamente, sono state 315 contro 25.720 del 2016. Nel confronto tra il 2017 e il 2010 (anno di benchmark della strategia europea per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 19,9% a livello europeo e del 17,9% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2017 si contano 49,7 morti per incidente stradale nella Ue28 e 55,8 nel nostro Paese, che scende dal 14° al 18° posto della graduatoria europea.
 
Tra i comportamenti errati più frequenti vi sono la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida.
 
Nel 2017 le prime iscrizioni di veicoli aumentano del 7% rispetto all’anno precedente mentre il parco veicolare cresce dell’1,7%. Le percorrenze autostradali sulla rete in concessione crescono del 2,2% rispetto al 2016, con quasi 84 miliardi di km percorsi.
 
istat poster statistiche 2017

Ciclabilità e Nuove Problematiche per la Sicurezza Stradale

Le politiche che stanno promuovendo la mobilità ciclabile in molte città anche italiane, pur avendo come finalità il decongestionamento e la riduzione dell'inquinamento, sta tuttavia avendo un effetto negativo sulla sicurezza stradale. La presenza di sempre più biciclette sulle strade, in promisquità con i veicoli a motore, causa non pochi problemi di interazione con un aumento degli incidenti che coinvolgono i ciclisti.
Ci dimentichiamo che il ciclista è su strada un mezzo come un altro occupando uno spazio fisico e con una vulnerabilità molto superiore al conducente di autoveicoli.
Nei Paesi dove la ciclabilità è molto diffusa come i Paesi Bassi, il traffico sulle piste ciclabili, pensate per una bicicletta in ogni senso di marcia, ha raggiunto livelli di congestione paragonabili a quelli delle carreggiate normali.
E' ovvio che una politica di promozione della ciclabilità non possa non tenere conto di queste nuove problematiche inerenti il trafifco e la sicurezza stradale.
Anche il settore automobilistico, in previsione della oramai prossima introduzione della guida autonoma, non ha potuto che cominciare a prevedere soluzioni tecnologiche a salvaguarda dei ciclisti e delle utenze vulnerabili in generale.
 
L'auto elettrica Nissan Leaf del 2018 è la prima ad essere premiata con cinque stelle da EuroNCAP, il nuovo programma di collaudo per i consumatori sotto un nuovo regime più severo che include un test per sistemi di frenata d'emergenza autonomi in grado di rilevare i ciclisti.
 
ETSC ha accolto con favore l'inclusione di più tecnologia che può aiutare a salvare la vita degli utenti  vulnerabili della strada al di fuori del veicolo. L'attenzione dei costruttori automobilistici negli ultimi anni è stata la protezione degli occupanti dei veicoli, con i decessi tra quel gruppo che sono caduti a un ritmo più veloce di quelli di ciclisti e pedoni. All'inizio di questo mese, i Paesi Bassi hanno annunciato che un numero maggiore di ciclisti è morto l'anno scorso sulle strade olandesi rispetto agli occupanti delle auto.
 
EuroNCAP ha assegnato punti aggiuntivi per schemi di frenata di emergenza autonoma per diversi anni. Ma i primi sistemi potevano solo rilevare altri grandi veicoli motorizzati. I sistemi più sofisticati in grado di rilevare i pedoni sono stati aggiunti in seguito. Le modifiche del 2018 includono un test sulla rilevazione dei pedoni al buio e, per la prima volta, il rilevamento dei ciclisti.
 
La Nissan Leaf è la prima vettura ad aver testato il sistema AEB per il rilevamento di pedoni e ciclisti. Il riconoscimento di cinque stelle per un altro veicolo tutto elettrico mostra anche che i veicoli ecologici non devono scendere a compromessi in termini di sicurezza. Un certo numero di veicoli ibridi e completamente elettrici di diversi produttori hanno ricevuto cinque stelle negli ultimi anni.
 
 
Fonte: ETCS The European Transport Safety Council
 

25.000 Morti sulle Strade in Europa ogni Anno Come due incidenti Aerei

Una nuova relazione del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti mostra che i progressi nella sicurezza stradale nell'Unione europea sono rimasti fermi negli ultimi quattro anni. L'organizzazione dice che i governi hanno bisogno di una forte volontà politica, misure urgenti e investimenti sostanziali in infrastrutture sicure per ridurre i 500 decessi che si verificano sulle strade dell'UE ogni settimana.
 
Il numero settimanale di vittime della strada nell'UE equivale a due tipici aerei passeggeri che si schiantano e uccidono tutti a bordo.
 
L'ultimo rapporto dell'Indice di sicurezza stradale (PIN) mostra che gli Stati membri dell'UE stanno faticando a fare una svolta: 25.250 persone hanno perso la vita sulle stradedell'UE nel 2017. Sebbene le morti per strada siano diminuite del 2% l'anno scorso, sono diminuite solo del 3% oltre quattro interi anni dal 2013.
 
Questo è sostanzialmente inferiore alla riduzione del 6,7% necessaria ogni anno per raggiungere l'obiettivo UE di dimezzare le vittime della strada nel decennio fino al 2020. Fino ad ora, l'Estonia e la Grecia sono gli unici paesi dell'UE che cercano di raggiungere questo obiettivo.
 
Per la prima volta nei 12 anni trascorsi da quando ETSC ha lanciato il suo programma sull'indice delle prestazioni di sicurezza stradale, l'organizzazione non assegnerà il premio annuale per i progressi e la leadership in materia di sicurezza stradale a qualsiasi paese.
 
In uno sviluppo positivo, il mese scorso la Commissione europea ha annunciato un importante nuovo pacchetto di legislazione sulla sicurezza stradale che potrebbe prevenire oltre 2.000 morti all'anno entro la fine del prossimo decennio grazie a standard più severi per i veicoli e le infrastrutture. Ma gli Stati membri dell'UE e il Parlamento europeo devono ancora approvare le proposte e sarà necessario adottare una serie di misure più immediate per compiere progressi significativi nel prossimo futuro.
 
Antonio Avenoso, direttore esecutivo del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti, ha dichiarato: "Se due aerei passeggeri cadessero dal cielo ogni settimana in Europa, la risposta pubblica e politica sarebbe trasformazionale. E i miglioramenti della sicurezza aerea in Europa negli ultimi cinquant'anni sono stati proprio questo. Ora abbiamo bisogno di un approccio a livello di sistema per la sicurezza stradale. Il mese scorso, la Commissione europea ha annunciato misure coraggiose per salvare vite sulle strade europee con veicoli più sicuri e infrastrutture più sicure. Ma queste misure necessitano di sostegno politico da parte degli Stati membri per evitare di essere annacquate e ci vorrà del tempo.
I governi di tutta l'UE devono anche migliorare il loro gioco in mesi, non in anni, con una migliore applicazione e misure urgenti per ridurre le principali cause di morte e lesioni gravi, ovvero eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, distrazione e mancato allacciamento delle cinture di sicurezza".
 
Fonte: ETSC the European Traffic Safety Council

#GuidaeBAsta la Nuova Campagna Anas/FS per la Sicurezza Stradale

guida e basta

 

‘Quando guidi, guida e basta’ è il claim della nuova campagna per la sicurezza stradale 2018 promossa da Anas (Gruppo Fs Italiane) in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato per sensibilizzare gli utenti della strada a essere prudenti e concentrati mentre si è al volante.

Il numero delle vittime sulle strade, secondo i dati Istat,nel 2016 aveva finalmente registrato una battuta d’arresto, con 145 deceduti in meno rispetto al 2015. Nel 2017 l’incidentalità, rilevata da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, ha evidenziato una preoccupante inversione di tendenza, con un aumento degli incidenti mortali dell’1,4% (22 in più del 2016, da 1.547 a 1.569) e, soprattutto, delle vittime del 2,7% (45 deceduti in più, da 1.665 a 1.710).
Sono aumentate anche le infrazioni, dovute all’uso improprio dello smartphone: 65.104 sono le infrazioni commesse nel 2017 per il mancato utilizzo di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, il 7,1% in più rispetto al 2016.

Per queste ragioni Anas, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Polizia di Stato hanno deciso di tornare a focalizzare l’attenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo dello smartphone mentre si è alla guida, una tra le maggiori cause di incidentalità.
L’obiettivo della campagna 2018 è quello di far percepire come i comportamenti scorretti o che sono diventati consuetudini spesso consolidate, rappresentino invece un pericolo per se stessi e per gli altri quando si è alla guida.
“Anas – ha spiegato l’Amministratore Delegato di Anas Gianni Vittorio Armani – è costantemente impegnata nell’assicurare la sicurezza di chi è in viaggio. Dal 2015, in controtendenza rispetto al passato, abbiamo avviato un vasto programma di manutenzione programmata destinando a essa il 45% delle risorse. Oggi, rispetto a due anni fa, abbiamo aumentato la spesa per la manutenzione di oltre il 50% con l’obiettivo di far crescere il livello di sicurezza e comfort di guida degli utenti. Purtroppo questo non basta: oltre il 90% degli incidenti derivano dal comportamento del guidatore e, come mostrano i dati degli ultimi anni, tra le cause che mettono a rischio la sicurezza di chi guida c’è soprattutto la distrazione. Per questo organizziamo campagne di informazione per promuovere la cultura della sicurezza: è fondamentale far capire che è indispensabile una maggiore attenzione mentre si guida e il rispetto delle regole del Codice della Strada”.

Sul tema, il Direttore del Servizio Polizia Stradale Giovanni Busacca ha dichiarato: “Quando parliamo di sicurezza stradale non possiamo prescindere dall’analisi delle cause che la insidiano: alle tradizionali fonti di pericolo come la velocità, la guida sotto l’effetto di alcool e/o sostanze stupefacenti e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, si aggiungono oggi nuovi comportamenti ‘rischiosi’, come la distrazione ed in particolare l’utilizzo dello smartphone alla guida. Gli smartphone oggi ci connettono costantemente al mondo con sistemi di messaggerie, piattaforme social, foto ‘selfie’ scattati mentre si è alla guida: tutte operazioni che impediscono di mantenere lo sguardo sulla strada e le mani sul volante, interferendo pericolosamente sui tempi di reazione e sull’attenzione dei conducenti, con rischi elevatissimi per la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.

Fonte: MET.it



 



 

La Giornata Mondiale di Commemorazione Vittime della Strada è Legge

La Giornata Mondiale di Commemorazione Vittime della Strada è Legge

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E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 26/172018 la Legge n. 227/2017 che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada.

La Repubblica riconosce la terza domenica di novembre come Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada e promuove ogni iniziativa utile a migliorare la sicurezza stradale e a informare gli utenti della strada, in particolare i giovani, sulle gravi conseguenze che possono derivare da condotte di guida non rispettose del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
In occasione della Giornata possono essere organizzati, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, con la partecipazione di componenti delle squadre di emergenza, di operatori delle Forze di polizia e di sanitari, nonchè delle associazioni e degli organismi operanti nel settore, cerimonie, convegni e altri incontri pubblici.
La giornata mondiale del Ricordo delle Vittime della strada viene commemorata la terza domenica di novembre di ogni anno per ricordare i milioni di morti e feriti sulle strade del mondo, le loro famiglie e molti altri che indirettamente sono colpiti.

La Giornata Mondiale ha una lunga storia:

•Dal 1995 le organizzazioni delle vittime strada sotto l’egida della Federazione Europea delle Vittime della Strada (FEVR) hanno commemorato questo giorno insieme - prima come Giornata europea della memoria, ma subito dopo come Giornata Mondiale al momento della adesione delle ONG provenienti da Africa, Sud America e Asia unite. L’iniziativa è nata da RoadPeace, un’organizzazione membro della FEVR nel Regno Unito.

• 10 anni dopo - il 26 ottobre 2005 - la Giornata Mondiale è stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come “il riconoscimento adeguato per le vittime di incidenti stradali e le loro famiglie”. Da allora la Giornata Mondiale è stata commemorata in tutti i continenti – non solo da parte delle ONG che sostengono la sicurezza stradale e le vittime della strada, ma anche da parte dei Governi e altre parti interessate. Nel 2015 si celebra il 20° anniversario della commemorazione della Giornata Mondiale a livello internazionale e il 10° anniversario della sua adozione da parte delle Nazioni Unite.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), incaricata dalle Nazioni Unite come Coordinatrice per affrontare la crisi globale della sicurezza stradale nel 2004, continua a promuovere il riconoscimento in tutto il mondo della Giornata Mondiale. L’OMS ha anche pubblicato una guida per gli organizzatori di eventi della Giornata Mondiale scritto congiuntamente da OMS, FEVR e RoadPeace.

 

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