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Sempre Più Pirati sulle Strade

Sicurezza stradale, Asaps: aumentano gli episodi di pirateria

di Matteo Martellacci

Nel 2014 più di mille casi di omissione di soccorso. Maglia nera per la Lombardia

Foto Polizia incidente

Diminuiscono gli incidenti ma, al contrario, aumentano gli episodi di pirateria stradale. Il dato emerge dal monitoraggio effettuato dall’Osservatorio il Centauro/Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale), secondo cui lo scorso anno sono stati oltre mille (1.009 per la precisione) gli episodi di omissione di soccorso. In queste occasioni 119 persone hanno perso la vita e 1.224 sono rimaste ferite. Inoltre, l’Asaps specifica che il 57,8% dei pirati è stato poi “smascherato” (+2% rispetto al 2013), mentre il 42,2% è rimasto ignoto. Nel dettaglio, lo scorso anno in 583 casi le indagini hanno portato all’identificazione del responsabile, “che è stato arrestato in 121 occasioni (20,8%) e denunciato a piede libero in altre 462 (79,2%)”.

“Su tutti questi eventi – prosegue l’Asaps – pesa ancora l’ombra dell’alcol e delle droghe”: in 114 casi (19,6% del totale) ne è stata accertata la presenza, ma l’associazione precisa che questo “è un dato che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato attendibile”. Infatti, bisogna innanzitutto considerare che la positività dei test condotti “è riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 583 su 1.009”. Inoltre, l’Asaps sottolinea che spesso quando le forze di polizia identificano l’autore “non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest, perché sono trascorse ore o giorni dall’evento”.

Per quanto riguarda la distribuzione degli episodi di pirateria sul territorio nazionale, Asaps ha rilevato che 141 sono avvenuti in Lombardia, al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna con 105 eventi, poi il Veneto con 94 e il Lazio con 92, la Campania con 88, la Toscana con 71 e la Sicilia con 70. In fondo alla classifica, ma ovviamente in questo caso non è un demerito, troviamo la Basilicata con un solo caso a la Valle D’Aosta con 2. Da notare che Roma ha collezionato ben 39 eventi gravi (circa il 4% del totale nazionale).

 

Le categorie deboli e “l’identikit” del pirata

“Ancora una volta – spiega l’Asaps – sono le categorie deboli della strada, in modo particolare bambini e anziani, a pagare un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesività”. Infatti i minori coinvolti in episodi di pirateria sono stati 132, mentre gli anziani sono stati 152 (rispettivamente il 13% e il 15% circa del totale).

Restando in tema di categorie “deboli”, i pedoni sono la classe più tartassata con 410 eventi, 46 morti e 414 feriti, mentre i ciclisti sono stati coinvolti in 155 episodi, con 24 morti e 145 feriti.

Passando “dalle vittime ai carnefici”, è emerso che nella maggior parte dei casi i pirati della strada sono uomini di età compresa tra i 18 ed i 45 anni. Da notare che risultano in netta crescita i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false, circostanza accertata in almeno 52 casi (“ma probabilmente la cifra deve considerarsi più elevata”, avverte l’Asaps).

 

“Pene inconsistenti” per i colpevoli

Secondo l’Asaps le pene previste sono per i pirati della strada sono “inconsistenti”, poiché oscillano da tre mesi a tre anni e la condanna media per chi “ha ucciso e si è dato alla fuga” è di appena 2 anni e 4 mesi. “Solo in caso incidente mortale con fuga si rischia oggi di rimanere per un certo periodo in cella” prosegue l’associazione, specificando però che “non si hanno notizie specifiche in proposito per i 119 pirati che hanno ucciso nel 2014, neanche nei casi di ubriachezza o droga”.

L’associazione dedica infine una riflessione all’omicidio stradale ricordando che l’Asaps, così come diverse altre associazioni, da tempo ormai si batte per l’istituzione di questo reato. “Pur con il parere favorevole del Governo e di Matteo Renzi – conclude il comunicato –, il Parlamento tergiversa sulla spinta delle perplessità espresse dagli influenti tecnici del diritto che siedono nelle Commissioni. E il provvedimento cammina lento, molto più lento della velocità dei pirati della strada”.

 

 
 
Fonte: ANAS S.p.A. Lestradedellinformazione