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Materiali Innovativi pavimentazioni Urbane

Materiali innovativi per pavimentazioni urbane

L’uso di materiali innovativi, applicati con tecniche di posa tradizionali, capaci di resistere a sollecitazioni dinamiche e climatiche per la manutenzione e la ristrutturazione della più importante Piazza di Milano in attesa di Expo 2015

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L’Amministrazione Comunale milanese ha predisposto, tramite la Direzione Centrale Tecnica, una serie di  progetti e di interventi straordinari manutentivi riguardanti la sistemazione e la ristrutturazione delle piazze, delle carreggiate stradali e dei marciapiedi cittadini anche in vista della prossima manifestazione mondiale Expo 2015 che, come ormai a tutti noto, si svolgerà a partire dal 1° Maggio 2015.

Accogliendo la richiesta dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Carmela Rozza, il Settore Tecnico Infrastrutture della Direzione Centrale Tecnica ha condotto una serie di ricerche di mercato coinvolgendo i maggiori operatori e Fornitori di prodotti nel campo dell’ingegneria stradale, al fine di individuare e testare materiali innovativi, capaci di rispondere favorevolmente alle diverse sollecitazioni di clima, traffico e usura che condizionano durata e stato delle pavimentazioni.

Le valutazioni sono state condotte sia nell’ambito dei materiali bituminosi che di quelli da utilizzare per realizzare le pavimentazioni lapidee e proprio nell’ambito dell’ultimo gruppo di materiali utilizzati è da contestualizzare l’intervento manutentivo di Piazza del Duomo a Milano.

L’Amministrazione ha verificato che per quanto riguarda le cosiddette pavimentazioni flessibili, caratterizzate principalmente da conglomerati bituminosi, si sono individuati diversi prodotti, in parte già utilizzati all’estero, e sperimentati anche a Milano con buoni risultati, mentre nel campo delle pavimentazioni in pietra naturale la scelta di materiali alternativi per la posa e la sigillatura si è ristretta a pochi materiali proposti da operatori del settore.

Le pavimentazioni lapidee di Milano

Le pavimentazioni lapidee milanesi sono realizzate con diversi tipi di pietra naturale e presentano differenze sia per quanto riguarda la durezza che la dimensione delle lastre; vengono utilizzate in ambiti diversi che possono andare dalla pavimentazione della semplice superficie pedonale alla più sollecitata pavimentazione stradale per veicoli pesanti in ambiti storici. Ciò comporta ovviamente la necessità di differenti tipologie di posa, su differenti sottofondi e una differente sigillatura dei giunti.

Tra le situazioni più critiche maggiormente influenzate dal passaggio dei mezzi, occorre segnalare, in primis, quelle costituite dalle carreggiate interessate dai binari del tram, soprattutto se con armamento di tipo tradizionale che, trovandosi spesso in condizioni di vetustà, trasmette maggiori sollecitazioni alla pavimentazione stradale, causando il reiterato basculamento dei masselli in granito con il rischio di fuoriuscita della pietra dalla sede stradale (con conseguenze immaginabili sulla sicurezza degli utenti della strada).

Il cedimento dei giunti e lo svuotamento delle fughe

Con riferimento al fenomeno sopra descritto che si presenta con situazioni analoghe anche in pavimentazioni lapidee soggette a passaggio o stazionamento di carichi particolarmente severi, si è resa necessaria la ricerca e la sperimentazione di un prodotto capace di dare solidità ai diversi elementi costituenti la pavimentazione e di sopportare al tempo stesso le diverse vibrazioni causate dal traffico veicolare indotte da qualsiasi mezzo: ossia un prodotto altamente coesivo ma anche parzialmente elastico per poter contrastare le sollecitazioni, impedendo la fessurazione delle sigillature il più a lungo possibile e quindi contrastando il fenomeno dell’infiltrazione di acqua nel sottofondo stradale.

I prodotti impiegati tradizionalmente per la posa e la stuccatura di cubetti e lastre, nonostante le elevate resistenze dei materiali lapidei utilizzati, hanno sempre messo le Pubbliche Amministrazioni di fronte alle medesime problematiche, causate dal cedimento dei giunti, svuotamento delle fughe, cedimento del sottofondo e conseguente dislocamento degli elementi lapidei. 

Questi fenomeni, che con il tempo si amplificano a causa del traffico veicolare intenso e delle condizioni climatiche critiche, conducono spesso a gravi disagi della viabilità o ancor peggio a problematiche legate alla sicurezza stradale. Essendo tali superfici soggette a gravose sollecitazioni meccaniche causate dei veicoli in curva, frenata o manovra, alle forti escursioni termiche, nonché a cicli gelo e disgelo e all’azione di sali disgelanti, vi è da sempre la necessità di conferire alle pavimentazioni d’arredo urbano la massima durata, per diminuire i costi di manutenzione ordinaria che spesso risultano particolarmente elevati.

I maggiori Produttori di miscele e resine per realizzare sottofondi e sigillature si sono resi disponibili a fornire - anche a titolo di sponsorizzazione/test senza alcuna spesa per l’Amministrazione - una quantità limitata di materiale da provare e testare nel tempo, per valutarne l’efficienza e l’efficacia.

La soluzione innovativa di Mapei

Una delle Società che ha contribuito a questa ricerca convincendo della bontà del proprio prodotto l’Amministrazione comunale, collaborando con i Tecnici della Direzione centrale Tecnica mediante prove sponsorizzate sul campo, è stata la Mapei che ha fornito il materiale necessario per essere utilizzato in una zona di Piazza del Duomo, altamente sottoposta a carichi particolari, in corrispondenza della fermata di autobus, e del posizionamento periodico di palchi e grandi strutture per le svariate manifestazioni che si svolgono sulla piazza.

L’intervento, condotto nell’ambito di un appalto con Direzione Lavori svolta da Tecnici dell’Amministrazione stessa, ha inizialmente riguardato circa 2.500 m2 di sedime ed è iniziato nel Febbraio del 2014 e si prevede, entro la fine dei lavori stimata per l’inizio di Expo 2015, di poter risanare un totale di 6.000 m2 di pavimentazione in pietra presente sulla piazza e nelle adiacenze del Duomo di Milano.

Le lastre, in granito di Baveno dello spessore di 10 cm e di dimensioni variabili, sono posate “a correre“ e sono state sostituite per circa il 10% del totale perché di fatto frantumate e quindi danneggiate in modo irreversibile; le opere hanno riguardato la rimozione del sottofondo esistente (di basso spessore per la presenza della soletta della Metropolitana-stazione Duomo) in sabbia e cemento, la stesa del nuovo piano di allettamento e ancoraggio, la posa delle lastre e la successiva sigillatura.

Il sistema adottato per la manutenzione ha fatto uso di materiale della linea Mapei Mapestone, che rappresenta una linea dedicata proprio alla posa delle pavimentazioni architettoniche e d’arredo urbano in pietra ed è stata la scelta condivisa e utilizzata nel punto in cui le lastre in granito, posate finora nel modo tradizionale, si sconnettevano e/o si spezzavano, sotto il peso dei mezzi in transito.

La nuova pavimentazione realizzata e che verrà monitorata periodicamente potrebbe diventare una delle più valide soluzioni per il risanamento delle pavimentazioni in pietra distribuite sulla città.

Il nuovo materiale è stato studiato per pavimentazioni per le quali sia prevista una classe di esposizione XF3 e XF4 (secondo la UNI EN206-1:2006) resistente ai cicli di gelo/disgelo e ai sali disgelanti.

Il pacchetto è costituito da MapestoneTFB 60 che realizza la malta premiscelata per l’allettamento, particolarmente idonea alla realizzazione di un letto di posa resistente al gelo e all’azione dei sali, con elevate resistenze meccaniche (C50/60); su tale sottofondo posati a correre i masselli di pietra si è provveduto a sigillare con le malte premiscelate per sigillature Mapestone PFS 2 e Mapestone PFSPCC 2 (quest’ultima a basso modulo elastico) che possiedono anch’esse caratteristiche di resistenza al gelo e ai sali disgelanti ed elevata resistenza meccanica (C45/55) e all’abrasione.

L’intervento è stato realizzato grazie alle competenti maestranze dell’Impresa DAF Costruzioni Srl, Esecutrice dei lavori, affidataria dell’appalto di manutenzione straordinaria, che ha eseguito le opere seguendo le indicazioni di posa della

Direzione Lavori e dei Tecnici della Mapei, che hanno collaborato fattivamente durante lo sviluppo del cantiere per il corretto utilizzo dei materiali messi in opera.

La grande praticità e versatilità del sistema Mapestone è costituita dal fatto che le modalità applicative dei prodotti non comportano una sostanziale modifica delle modalità di posa rispetto ai materiali tradizionali e pertanto possono essere tranquillamente utilizzate dai posatori e dalle maestranze in sostituzione del tradizionale sottofondo sabbia-cemento, senza alcuna particolare preparazione specialistica.

Trattandosi inoltre di prodotti premiscelati e quindi con inerti di adeguata granulometria, nonché speciali additivi in grado di ridurre fortemente il rapporto acqua/cemento, essi dovrebbero garantire una notevole costanza prestazionale, riducendo al minimo le possibilità di errore da parte dell’operatore con tutto il vantaggio per il committente in termini di tranquillità, risultato estetico e durabilità finali.

I programmi P.M.S. dell’Amministrazione Comunale

Nelle fasi di monitoraggio, l’Amministrazione comparerà la durata degli interventi eseguiti con tali materiali a quelli realizzati precedentemente, in modo da poter valutare i rapporti costi/durata delle manutenzioni; tali indicazioni potranno costituire preziose informazioni per le scelte manutentive e per incrementare gli algoritmi di calcolo dei degradi nei programmi P.M.S. (Pavement Management System) di cui l’Amministrazione si doterà a breve.

L’Amministrazione del Comune di Milano intende, con queste iniziative, promuovere la sperimentazione su ampia scala di prodotti sempre più all’avanguardia per far fronte alle esigenze in evoluzione della città, coinvolgendo tutti gli operatori nel campo stradale per il raggiungimento di un obiettivo che possa garantire sempre di più la sicurezza nella circolazione sia veicolare che pedonale, riducendo così le possibili condizioni di degrado al minimo possibile.

 

Fonte: Strade&Autostrade

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