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Lo Sviluppo dei Corridoi Europei

Lo sviluppo dei Corridoi europei nei prossimi anni

La Commissione ha definito le priorità in materia d’infrastrutture per la rete transeuropea dei trasporti fino al 2030

Autore: Fabio Camnasio

Pubblicato martedì 9 giugno 2015

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La Commissione Europea ha recentemente pubblicato un rapporto sullo stato d’avanzamento dei nove Corridoi della rete centrale TEN-T e sul loro sviluppo futuro. La cosiddetta “rete centrale” comprenderà, a regime, 94 grandi porti e 38 grandi aeroporti, tutti connessi alla rete ferroviaria e più di 15.000 km di linee ferroviarie ad alta velocità. 

Gli studi effettuati evidenziano i bisogno in materia di sviluppo d’infrastrutture, quantificate in circa 700 milioni di Euro per i prossimi quindici anni. Sottolineano inoltre la necessità di ottimizzare l’uso delle infrastrutture grazie a sistemi di trasporto intelligenti, una gestione efficace e la promozione dell’utilizzo di trasporti multimediali, innovativi e non inquinanti.

È la prima volta che la Commissione effettua uno studio così approfondito sull’insieme della rete transeuropea dei trasporti. Il Commissario ai Trasporti, Violeta Bulc, al riguardo ha dichiarato: “Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per fare in modo che la rete centrale sia pienamente operativa entro il 2030, per assicurare la libertà di circolazione di passeggeri e merci nell’insieme dell’UE. Per questo bisogna investire adesso, sfruttando le possibilità offerte dal meccanismo per collegare l’Europa e dal piano d’investimenti da 315 miliardi di Euro proposto recentemente dalla Commissione Juncker”.

E ancora: “La rete transeuropea dei trasporti ha un’importanza capitale per l’Unione, deve creare crescita, impiego e competitività. Per potersi riprendere dalla crisi economica, l’Europa deve essere interconnessa, senza frontiere e con un mercato unico prospero”.

Per ogni Corridoio, un gruppo d’Esperti ha analizzato lo stato attuale delle infrastrutture, focalizzato i punti che intralciano la fluidità del traffico e definito una serie di misure da mettere in pratica entro il 2030. Ne risultano, fra l’altro, delle liste preliminari di progetti da effettuare prioritariamente, quasi tutti focalizzati nei tratti transfrontalieri e/o intesi ad eliminare gli strozzamenti e/o facilitare l’interoperabilità (in particolare quella ferroviaria).

Ne sono risultati 35 punti transfrontalieri considerati “problematici” in quanto causa di rallentamenti, strozzature, ingorghi, ecc., ed è su questi che gli Esperti consigliano di focalizzarsi in priorità.

La Commissione terrà conto dei risultati per la pianificazione dei prossimi passi, in particolare per quanto riguarda l’attribuzione dei fondi comunitari. I nove responsabili dei vari Corridoi, inoltre, rimetteranno alla Commissione un piano di lavoro che orienterà lo sviluppo futuro delle infrastrutture, entro la metà del 2015. Presentiamo ora brevemente le conclusioni degli esperti per ciascun Corridoio.

Il Corridoio Scandinavia-Mediterraneo

È il più esteso dei nove e collega ben sette Stati membri (più la Norvegia) collegando le grandi città scandinave con i porti mediterranei. Comprende più di 9.300 km di linee ferroviarie e 6.300 km di strade, 19 aeroporti, 25 porti e 44 terminal ferro-gomma. Lo stato attuale delle infrastrutture è sostanzialmente buono; i parametri tecnici sono abbastanza simili lungo tutto il percorso, con alcune eccezioni (tratti ferroviari non ancora elettrificati in Danimarca e Germania, scartamento non standard in Finlandia).

La congestione stradale è presente intorno a tutte le principali città e sette aeroporti non dispongono ancora di un collegamento ferroviario con la città di riferimento (Helsinki dovrebbe provvedere entro fine anno).

Gli obiettivi principali da raggiungere entro il 2030 sono: 

  • elettrificazione completa, scartamento standard e velocità minima di 100 km/ora su tutte le linee ferroviarie;
  • aree di parcheggio e strutture di rifornimento per carburanti alternativi ogni 100 km minimo per la rete stradale; 
  • collegamento di tutti gli aeroporti con rete TAV;
  • connessione con ferrovie, strade e vie navigabili interne (dove possibile) per i porti. L’elenco attuale dei progetti da effettuare ne conta attualmente ben 394 (122 in Italia), 115 dei quali sono stati identificati come prioritari (da completare entro il 2030).
Il Corridoio Mare del Nord-Baltico

Lungo circa 3.200 km, il Corridoio comprende 17 grandi città, 16 grandi aeroporti, 13 porti marittimi e 18 interni e 17 terminal ferro-gomma. Collega otto Stati membri, toccando ognuna delle Capitali. Dal punto di vista ferroviario, il problema principale risiede nella differenza di scartamento (standard 1.435 mm nei Paesi occidentali e 1.520 mm in quelli orientali), dalla mancanza totale di alcune tratte (in particolare nei Paesi Baltici) e dalla mancanza di linee elettrificate nei Paesi dell’Est Europa. Anche la rete stradale dei Paesi Baltici e della Polonia deve essere modernizzata e alcuni “colli di bottiglia” in Germania, Belgio e Paesi Bassi devono essere eliminati. In realtà, il principale problema globale (che interessa anche altri Corridoi) è di portare le infrastrutture dei Paesi orientali allo stesso livello di quelle dei Paesi dell’Europa occidentale. I progetti individuati ammontano a 291, un terzo dei quali da completarsi entro il 2030.

Il Corridoio Mare del Nord-Mediterraneo

Il Corridoio copre sei Stati membri, lungo un asse Nord-Sud da Amsterdam a Marsiglia, con una deviazione verso Londra e Dublino. I principali problemi riscontrati sono gli stessi degli altri Corridoi: strozzamenti intorno alle grandi città, collegamenti ferrovia-aeroporto e ferrovia-porto. In più presenta alcuni tratti specifici, come il collegamento ferroviario Bruxelles-Lussemburgo, che devono essere completamente modernizzati o sviluppati (è il caso delle numerose vie navigabili interne).

Sono stati identificati 204 progetti da completare entro il 2030, più un’ottantina che potranno essere sviluppati ulteriormente. Caratteristica particolare di questo Corridoio, il numero di progetti che riguardano le vie navigabili interne (111 sui 204 prioritari).

Il Corridoio Baltico-Adriatico

Lungo circa 1.800 km, collega Danzica a Ravenna lungo l’asse Nord-Sud, toccando sei Stati membri. Comprende 13 grandi aeroporti, dieci porti e 30 terminal ferro-gomma. Ha la particolarità di non comprendere vie navigabili interne. La rete ferroviaria è tutta elettrificata (con l’eccezione di alcuni tratti in Slovacchia e Repubblica Ceca) e presenta dappertutto lo stesso scartamento. Tutti gli aeroporti sono collegati alla rete stradale, ma solo tre hanno un collegamento con la rete TAV (altri, come Bologna, stanno provvedendo). I problemi principali si riscontrano nei tratti transfrontalieri (specialmente nei tratti Polonia-Repubblica Ceca-Slovacchia) e in un’interoperabilità ancora carente fra i diversi metodi di trasporto in molte parti del Corridoio. Circa 350 progetti sono stati individuati per il miglioramento del Corridoio, quasi tutti da completarsi entro il 2030.

Il Corridoio Orientale/Mediterraneo-orientale

Collega le interfacce marittime della Germania, del Mar Nero e del Mediterraneo. Include l’Elba come via navigabile interna e ottimizzerà i collegamenti fra le Regioni del centro Europa arrivando via mare in Grecia e a Cipro, attraversando nove Stati membri. Coinvolge in totale circa 13.000 km di vie di comunicazione (strade, ferrovie, vie navigabili interne). 

Il Corridoio presenta i problemi principali, dal punto di vista ferroviario, tipici dei Paesi dell’est Europa (bassa velocità, tratti non elettrificati, carenza d’infrastrutture adeguate) e dei Paesi occidentali (congestione intorno alle grandi città). Presenta 31 terminal multimodali e 55 porti (fra marittimi e interni). Circa 200 progetti prioritari (da completarsi entro il 2030) sono stati selezionati per il completamento del Corridoio.

Il Corridoio Mediterraneo

Attraversa il Sud Europa da Est a Ovest attraverso sei Stati membri, collegando la penisola iberica col confine ungro-ucraino passando a sud delle Alpi. Escludendo il Po, è un Corridoio essenzialmente stradale e ferroviario che comprende 13 grandi città, 17 aeroporti e 12 porti e una trentina di terminal multimodali.

Presenta problemi comuni ad altri Corridoi (scartamento ferroviario differente in Spagna, zone congestionate) ma la sua particolarità è il lungo tunnel ferroviario della sezione Torino-Lione, probabilmente una delle tematiche più spinose dell’intera politica europea dei trasporti.

Altri punti critici, dal punto di vista ferroviario, sono la zona tra il confine italiano e sloveno e, più in generale, tutta la rete ferroviaria slovena e croata, che, pur in miglioramento, non raggiunge ancora tutti gli standard richiesti. Non sussistono invece problemi particolari per la rete stradale. Tutti i porti principali hanno buone connessioni con la rete stradale e ferroviaria, mentre solo il 20% dei principali aeroporti hanno una connessione alla rete TAV. Gli esperti hanno selezionato più di 300 progetti ancora da completare (due terzi dei quali da completarsi entro il 2030), ma come detto, la prima vera priorità è il tratto Torino-Lione, che, purtroppo, è anche il tratto più in ritardo.

Il Corridoio Reno-Alpi

Collega i porti di Rotterdam e Anversa con quello di Genova attraverso sei Paesi, fra cui la Svizzera, unico Stato non comunitario attraversato da un Corridoio. L’inclusione del Reno come via navigabile lo rende un Corridoio multimodale. La sua posizione strategica fa sì che lungo il suo asse si spostino il maggior numero di merci in Europa.

Comprende tre grandi porti, 13 grandi aeroporti e una sessantina di terminal multimodali. Lo stato delle infrastrutture è buono, sia per la rete ferroviaria, sia per quella stradale che, sommate fra loro, rappresentano circa 5.000 km di vie di comunicazione.

La rete ferroviaria è elettrificata e la velocità dei convogli merci è di minimo 100 km/ora su tutto il percorso e quasi tutti i grandi aeroporti sono collegati alla rete TAV. Sono stati individuati 175 progetti prioritari (57 in Italia), da concludersi entro il 2030. Tra i progetti più imponenti figurano sicuramente i tunnel ferroviari del Gottardo e del Monte Ceneri, in Svizzera. Come per altri Corridoi, la maggior parte degli interventi intende risolvere i problemi legati ai colli di bottiglia e all’implemento della multi modalità.

Il Corridoio Atlantico

Si sviluppa attraverso tre Stati (Portogallo, Spagna e Francia), collegando la zona occidentale della penisola iberica con il Nord e l’Est della Francia.

È un Corridoio essenzialmente ferroviario e marittimo, ma presenta anche tratti stradali e di vie navigabili interne. La rete ferroviaria presenta ancora dei tratti non elettrificati in Portogallo e in Spagna e esiste una differenza di scartamento fra le ferrovie francesi e quelle iberiche (che utilizzano uno scartamento di 1.668 mm). Questi problemi creano ovviamente dei rallentamenti e impediscono la piena realizzazione del Corridoio. Sono stati identificati circa 250 progetti (quasi la metà riguardano il trasporto ferroviario), 165 dei quali devono essere completati entro il 2030.

Il Corridoio Reno-Danubio

Collega le zona di Strasburgo/Francoforte sul Meno al Mar Nero, attraverso il Sud della Germania, l’Austria, l’Ungheria e la Romania. Basato principalmente sulle vie navigabili interne, necessita di una grande intermodalità dei metodi di trasporto. Sono stati selezionati 337 progetti prioritari, tre quarti dei quali dovranno essere completati entro il 2030.

Esistono poi delle problematiche comuni a tutti i nove Corridoi, le più importanti delle quali sono la messa in opera del sistema di sicurezza ferroviario ERTMS (carente o addirittura ancora assente in più della metà dei tratti ferroviari) e una certa armonizzazione degli standard per quanto riguarda, ad esempio, la lunghezza massima autorizzata dei treni merci o delle chiatte, la messa in opera del sistema RIS (River information Service) o le infrastrutture stradali in favore del rifornimento in carburanti alternativi.

 

Fonte: Strade&Autostrade Online