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Scenari di Incidente per le Intersezioni Asimmetriche

Scenari di incidente per le intersezioni asimmetriche

Lo studio dei fenomeni in intersezioni disallineate per evidenziare l’influenza dell’inclinazione dei rami sulle dinamiche incidentali e sui possibili fattori causali

Autori: Raffaella BasileNatalia DistefanoSalvatore Leonardi

 

 
 

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Una delle problematiche di sicurezza peculiari delle intersezioni stradali, oltre alla pericolosità dei punti di conflitto, è il deficit di visibilità che si può manifestare nella fase di approccio: le intersezioni stradali, infatti, non sempre consentono al conducente una visibilità sufficiente per permettergli di compiere le manovre riducendo al minimo il rischio di collisione con un altro veicolo in movimento nell’area d’incrocio. I problemi di visibilità sono in genere ridotti per le configurazioni d’incrocio con i rami inclinati in maniera quanto più prossima a 90° (così come raccomandano le Norme); tuttavia, a causa di vincoli fisici o di altro genere, in molti casi le strade si incontrano con angoli di intersezione che si discostano dall’ortogonalità.

Queste intersezioni vengono denominate disallineate o non ortogonali o asimmetriche; si definiscono inclinate a sinistra quando l’angolo d’intersezione, valutato alla destra del conducente, è ottuso, e asimmetriche a destra quando l’angolo d’intersezione è acuto.

La non ortogonalità delle intersezioni implica che i conducenti che si approssimano a immettersi sulla strada principale debbano ruotare il loro tronco e la loro testa per osservare le correnti veicolari in avvicinamento (a sinistra o a destra). In conseguenza dei valori degli angoli di interconnessione possono verificarsi situazioni in cui un veicolo (o un altro ostacolo) potrebbe essere localizzato in una “zona cieca”; cioè solo in determinati momenti i conducenti hanno la visibilità libera della traiettoria su cui devono immettersi.

Negli incroci con asimmetria a sinistra, in funzione del campo visivo del conducente e dell’angolo d’inclinazione dell’intersezione, può formarsi una zona cieca alla sinistra del veicolo in marcia sul ramo secondario. Il campo visivo del conducente sopra la sua spalla sinistra è conseguenza della sua abilità a ruotare fisicamente il proprio corpo e la propria testa a sinistra e della capacità di orientare il proprio sguardo per osservare i veicoli che si avvicinano dalla direzione opposta. Queste limitazioni all’osservazione possono dar luogo a una ridotta distanza di visibilità disponibile sul lato sinistro del conducente, tenendo anche conto che esso non riesce a vedere in lontananza come quando le due strade si intersecano a 90°, così come non riesce a volte a valutare distanza e velocità dei veicoli in conflitto. La difficoltà di rotazione della testa è una delle preoccupazioni più frequentemente menzionate dai conducenti anziani.

Negli incroci con disallineamento a destra invece, in relazione al campo di visione del conducente e all’angolo d’inclinazione dell’intersezione, la zona cieca si viene a creare alla destra dei conducenti posti sulla strada secondaria; in questo caso si deve notare che anche passeggeri seduti nel sedile anteriore destro od oggetti accatastati su tale sedile possono parzialmente o pienamente ostruire la linea di vista del conducente alla destra. 

Le osservazioni svolte fino a questo punto, pur sintetiche, rendono conto di come - proprio per la loro particolare conformazione geometrica - le intersezioni disallineate possano essere, rispetto alle intersezioni ortogonali, maggiormente assoggettate a difetti di visibilità e, conseguentemente, a un maggior rischio che tali difetti possano degenerare in eventi sinistrosi. Si è ritenuto pertanto che lo studio dei fenomeni incidentali verificatisi in intersezioni di questo tipo fosse un approccio efficiente per mettere in evidenza l’influenza dell’inclinazione dei rami sulle dinamiche incidentali e sui possibili fattori causali. Tra i vari metodi di analisi disaggregata degli incidenti utili per l’individuazione dei fattori causali tipici del sito, quello che più sembra idoneo al fine di ottenere i migliori risultati è l’approccio per scenari d’incidente.

Il presente gruppo di ricerca, da sempre convinto assertore della validità di tale approccio, ha già prodotto una classificazione razionale ed esaustiva degli scenari d’incidente che, tuttavia, presenta una trattazione delle intersezioni esclusivamente riferita alle configurazioni con rami reciprocamente ortogonali.

La definizione di scenari di incidente per intersezioni asimmetriche

Mediante la tecnica degli scenari d’incidente, tutti i sinistri occorsi in un dato sito vengono in primo luogo accorpati sulla base della somiglianza tra le loro dinamiche di accadimento; a tale scopo ogni singolo incidente deve essere temporalmente scomposto in una sequenza di fasi che definiscono compiutamente lo scenario definite come segue: 

  • situazione di guida;
  • situazione di rottura;
  • situazione di emergenza; 
  • situazione finale o choc.

La definizione di ciascuna fase per ogni singolo incidente presenta dei caratteri di soggettività in quanto demandata all’esperienza ed alla competenza dell’analista ed è naturalmente influenzata dalla quantità e dalla qualità dei dati disponibili. Chi effettua l’analisi, pertanto, dovrà essere in possesso di un elevato bagaglio di conoscenze adeguato alla caratterizzazione delle diverse dinamiche incidentali e delle problematiche tipiche dei vari contesti stradali, oppure dovrà avere a disposizione degli strumenti di ausilio (ad esempio, apposite liste di scenari presenti nella letteratura del settore) che non generino confusione e lo indirizzino verso la corretta attribuzione della schematizzazione rappresentata nei possibili scenari alla situazione incidentale reale.

Il presente studio si pone come obiettivo proprio la definizione di una serie di scenari esaustiva di tutte le possibili dinamiche incidentali tipiche delle intersezioni non ortogonali, andando così ad integrare la classificazione degli scenari precedentemente redatta. Lo studio si basa su un’approfondita valutazione di dati di letteratura e su un’attenta analisi di un database costruito ad hoc.

Il database contiene gli incidenti che si sono verificati negli ultimi tre anni in 15 intersezioni asimmetriche ricadenti nella provincia di Catania (nove asimmetriche a destra e sei a sinistra). Dall’analisi congiunta dei dati e delle dinamiche degli incidenti, sono state dedotte osservazioni poi messe in conto per la comprensione dei requisiti di sicurezza dei nodi disallineati e, conseguentemente, per la determinazione degli scenari:

  • lo scenario X-01 è prevalentemente riconducibile ad eventi sinistrosi su intersezioni disallineate a sinistra;
  • lo scenario X-02, così come lo scenario X-06, descrive situazioni non influenzate direttamente dalle condizioni di visibilità indotte dalla modalità di inclinazione dei rami secondari e, come tali, non sono peculiari di nessuno dei due tipi di disallineamento;
  • lo scenario X-03, analogamente allo scenario X-01, si rivela descrittivo di situazioni di incidenti tipiche di intersezioni con asimmetria a sinistra;
  • lo scenario X-04 è rappresentativo di fenomeni incidentali causati dalla non corretta percezione della presenza del ramo inclinato a destra da parte dei veicoli in marcia sulla principale che non sono naturalmente indotti a ridurre la velocità;
  • lo scenario X-05 indentifica con maggior frequenza i sinistri stradali in caso di intersezioni asimmetriche a destra.
La validazione degli scenari proposti

La verifica della validità degli scenari elaborati ai fini della loro effettiva efficacia per l’individuazione delle cause degli incidenti è stata svolta analizzando gli incidenti occorsi nel triennio 2012-2014 su una successione di cinque intersezioni asimmetriche diverse da quelle appartenenti al campione di 15 intersezioni selezionato per la costruzione degli scenari, e ubicate tra il km 85+250 e il km 90+690 della S.S. 114 di competenza del Comune di Aci Castello.

L’analisi critica delle suddette corrispondenze ha permesso di evidenziare come per due intersezioni (n° 1 e n° 5) il processo deduttivo per l’individuazione delle cause dei sinistri possa esclusivamente basarsi sulla messa in conto delle peculiarità geometriche, rispettivamente di disallineamento a destra e di asimmetria a sinistra, caratteristiche degli scenari ai quali sono stati ricondotti gli incidenti medesimi. Per altre due intersezioni (n° 3 e n° 4), a causa del basso numero di incidenti e della distribuzione frammentaria degli incidenti su più scenari differenti, si reputa indispensabile affinare l’analisi delle dinamiche incidentali attraverso un’analisi di dettaglio supportata anche da rilievi in situ.

L’intersezione n° 2, infine, è caratterizzata da una frequenza incidentale marcatamente orientata verso lo scenario X-01 prevalentemente attribuibile alle conformazioni d’incrocio con asimmetria opposta a quella realmente presente. Ciò ha indotto gli scriventi a procedere con un’analisi specifica del sito, dalla quale è emerso che la dinamica incidentale descritta nello scenario è fortemente condizionata dalla notevole pendenza in salita del ramo secondario che non garantisce condizioni di visibilità ottimali per la percezione del veicolo in avvicinamento da sinistra sul ramo principale. La causa dell’incidente più frequente, dunque, non è attribuibile alla mancanza di visibilità dovuta all’inclinazione planimetrica del ramo, bensì ad un difetto di visibilità indotto dalla pendenza altimetrica del braccio secondario.

Conclusioni

La tecnica dell’analisi degli scenari è indubbiamente un utile strumento per comprendere le relazioni causali legate direttamente o indirettamente a specifiche dinamiche incidentali. Occorre tuttavia notare che l’utilizzo di “prototipi” di scenari al fine di comprendere, per similitudine con essi, le cause scatenanti con lo specifico incidente che l’analista si troverà a studiare può dar luogo ad una sorta di non linearità nel processo deduttivo. Nel caso specifico delle situazioni incidentali riferite alle intersezioni disallineate, si è potuto notare come, oltre ai fattori causali riconducibili ai condizionamenti sul campo visivo dei conducenti per effetto dell’inclinazione (a destra o a sinistra) dei rami, sussistano anche altri elementi (altimetria, condizioni ambientali, aspetti comportamentali, ecc.) che possono risultare prioritari nel condizionare il verificarsi di un evento sinistroso.

Il gruppo di ricerca si propone quindi di mettere a punto un altro strumento utile a guidare l’analista verso una razionale individuazione delle cause che possano scatenare gli eventi sinistrosi nelle intersezioni con i rami inclinati. Tale strumento, basato sulla struttura logica-deduttiva tipica degli alberi delle cause, insieme agli scenari proposti, dovrebbe pertanto completare il bagaglio messo a disposizione degli Analisti per la completa caratterizzazione delle dinamiche incidentali tipiche delle intersezioni disallineate.

 

Fonte: Strade&Autostrade