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Offerte Anomale, Decide la Stazione Appaltante

Appalti pubblici: per le offerte anomale è solo la stazione appaltante a decidere

Negli appalti pubblici è la stazione appaltante che valuta complessivamente la congruità delle offerte anomale, con ampia discrezionalità nel deciderne l’attendibilità. Lo stabilisce il Consiglio di Stato.

appalti pubblici

Con un recente sentenza, il Consiglio di Stato ha affermato, in merito la verifica di congruità di un’offerta anomala spetta alla stazione appaltante (SA), mentre la valutazione della commissione tecnica si limita solo ad analizzare le giustificazioni presentate dall’impresa partecipante.

Inoltre, la valutazione della SA deve essere globale e sintetica e non può concentrarsi esclusivamente e in modo “parcellizzato” sulle singole voci di prezzo, dal momento che l’obiettivo dell’indagine è accertare l’affidabilità dell’offerta nel suo complesso, e non delle sue singole componenti.

Con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale italiana e europea, una società concessionaria del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha indetto una procedura aperta per l’affidamento dei lavori di ammodernamento ed adeguamento di uno svincolo autostradale da aggiudicare, secondo il criterio del prezzo più basso, mediante offerta a prezzi unitari; alla gara avevano partecipato quindici operatori economici; le offerte ammesse sono state dodici.

La commissione di gara ha individuato la soglia di anomalia nella percentuale di ribasso del 34,409% e, all’esito della valutazione delle offerte, ha rimesso alla stazione appaltante quelle classificatesi ai primi tre posti in graduatoria, risultate superiori a tale soglia, per il procedimento di verifica di congruità previsto dagli artt. 86 e segg., del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, cd. Codice degli appalti.

A tal fine la stazione appaltante ha nominato una commissione tecnica e questa ha proceduto alla verifica di congruità, all’esito della quale ha ritenuto giustificata l’offerta classificatasi al terzo posto, ma non giustificate e sottostimate alcuni voci di prezzo delle offerte classificatesi ai primi due posti.

Tuttavia la stazione appaltante ha ritenuto di poter considerare affidabili tutte e tre le offerte presentate, perché, sebbene talune voci di prezzo non fossero giustificate, non sarebbero state però tali da inficiare l’attendibilità, la serietà e la rimuneratività delle offerte valutate nel loro complesso.

Alla luce di tali considerazioni la stazione appaltante ha proceduto all’aggiudicazione della gara alla prima classificata.

Va ricordato che nel regolamento dei contratti pubblici, particolare interesse riveste l’articolo 121, rubricato “Offerte anomale”. Tale articolo ha uniformato la disciplina in materia di offerte anomale che si applica non solo ai lavori ma anche ai servizi e alle forniture in base al rinvio operato dall’articolo 284, D.P.R. n. 207/2010.

I giudici del Consiglio di Stato hanno osservato la contestazione iniziale riguarda le decisioni prese dalla commissione tecnica chiamata a verificare la congruità dell’offerta, limitandosi, quest’ultima, a esaminare le giustificazioni presentate dalle imprese. Del resto, la commissione non avrebbe potuto fare altrimenti, posto che, a norma dell’art. 88, comma 7, del Codice dei contratti, l’unico soggetto competente a valutare l’anomalia delle offerte è la stazione appaltante ed è “del tutto fisiologico” che questa sia il titolare delle scelte, e se del caso delle valutazioni, in ordine alle offerte sospette di anomalia.

La decisione finale della stazione appaltante ha preso atto degli elementi forniti dalla commissione tecnica, ha riesaminato le offerte tenendo conto degli aspetti di incongruità emersi e, all’esito di una valutazione complessiva delle offerte stesse, ha ritenuto che i profili in discussione non fossero tali da inficiare la complessiva sostenibilità economica delle offerte contestate. E a questa conclusione è giunto nell’esercizio di una discrezionalità tecnica, affermando cioè:

a. che i fattori specialmente considerati (la riduzione dei tempi di lavoro, la particolare qualificazione delle imprese) inciderebbero sul prezzo offerto;

 

b. che eventuali anomalie avrebbero carattere residuale rimanendo evidente la garanzia di affidabilità e di solidità delle strutture organizzative aziendali.

 

Fonte: Edilone.it