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Intelligenza Elettronica su Strada

Niente code, niente sprechi, nessuna perdita di tempo, meno incidenti, magari anche meno inquinamento. Sono  questi i traguardi che, in tempi più brevi del previsto, potrebbero essere raggiunti dalla circolazione stradale e autostradale in Italia. Conquiste frutto di supertecnologie e di super applicazioni – spesso tutte italiane -, che proprio in questi giorni stanno concretamente iniziando ad essere operative (come ha raccontato facendo rilevare tutta la modernità del caso il Corriere della Sera).

Il caso della Pedemontana.

L’esempio più importante in partenza proprio in questi giorni, è quello della Pedemontana da Bergamo a Varese. Dopo dieci mesi di accesso gratuito, infatti, la percorrenza è stata posta a pagamento ma senza caselli e quindi senza code e blocchi del traffico. Merito del Free flow system cioè di una modalità di rilevazione del traffico veicolare tutta elettronica. Si tratta, ha spiegato Massimo Sarmi (Amministratore delegato della concessionaria Milano Serravalle-Milano Tangenziali e Presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda)  di un sistema con 1.500 sensori e laser posti sul tracciato autostradale che sono capaci di riconoscere la targa del veicolo e la sua classe di appartenenza. I dati vengono quindi inviati ad un server centrale (capace di elaborare circa 100 gigabyte al giorno), che calcola il pedaggio per ogni utente. Quest’ultimo, poi, potrà pagare con il Telepass oppure con accredito su conto o su carta entro due settimane. Un meccanismo che ha già riscosso un certo successo, visto che gli abbonati sono già arrivati a 15mila.
In questo modo, la Pedemontana è già stata ribattezzata, proprio dal Corriere, la prima autostrada intelligente d’Europa.

Le applicazioni presentate allo Smart Mobility di Monza.

Ma in fatto di mobilità intelligente applicata alle strade, sono ormai in dirittura di partenza alle applicazioni importanti che allo Smart Mobility di Monza sono state raccontate e provate. C’è, per esempio, Data from Sky cioè un meccanismo che attraverso una flotta di droni riesce a monitorare il traffico, la sua intensità, i colli di bottiglie e ad indicare le strade migliori da prendere. Anche in questo caso abbattendo l’inquinamento.
E c’è anche Roadchecker un’applicazione da scaricare che riesce ad indicare in anticipo buche e irregolarità dell’asfalto per una guida migliore e più sicura.
Mentre una azienda neonata in Friuli, la Easy Rain, ha appena brevettato un micro sensore che viene nascosto nel paraurti delle automobili e che è in grado di far evitare ai veicoli l’effetto acquaplaning . Con un metodo semplice e intelligente: soffiando via l’acqua dalle pozzanghere prima che arrivi la gomma con una pompa che spruzza aria sotto pressione. La Scuola Sant’Anna di Pisa, invece, ha inventato lo pneumatico intelligente che è in grado di comunicare con l’auto ed effettuare una autodiagnosi del suo stato di usura.

Certo, ci vorrà probabilmente ancora qualche tempo prima di vedere queste “invenzioni” diffuse in maniera consistente sulle auto italiane e sulla rete stradale nazionale; ma certamente la strada intelligente piacerà a molta gente.

 

 

Fonte: ANAS S.p.A. Lestradedell'informazione