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Achtung! Pedoni Distratti

Attenti al pedone, soprattutto quando attraversa la strada

di Carlo Argeni

Anche questo "utente debole", però, deve conoscere e rispettare alcune regole

 

Pedone avvisato, mezzo salvato. Una battutaccia, nulla di più. Ma nemmeno tanto. Perché questo cosiddetto "utente debole" della strada deve fare molta attenzione al traffico, se non vuole incorrere in qualche guaio. Non solo per investimenti, o altro, da parte di qualche automobilista poco attento (il che è, chiaramente, la priorità nella scala delle importanze) ma anche, è bene saperlo, dal punto di vista sanzionatorio. Il pedone, infatti, è tenuto a conoscere il Codice della Strada. In particolare l'articolo 190, nel quale si indicano le regole alle quali deve uniformarsi.

Ne riportiamo alcune: deve circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, sul margine della carreggiata opposta al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati, ha l'obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulla carreggiata a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere, a quanti circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive d’illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila. Per oltrepassare la carreggiata devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei soprapassaggi; quando non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare. E’ vietato sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità.

Chi varca la carreggiata in una zona sprovvista di attraversamenti pedonali deve dare la precedenza ai conducenti. Non si scherza su queste prescrizioni perché, oltre ai rischi per la propria incolumità, in caso di inosservanza si incorre in una sanzione amministrativa che va da un minimo di 25 a un massimo di 100 euro.

Nulla toglie, ovviamente, che gli automobilisti debbano, comunque, prestare sempre la massima diligenza al fine di prevenire possibili incidenti. Tanto più che le statistiche ci ricordano che i centri urbani sono le aree nelle quali si registra il maggiore numero di sinistri.

Sarebbe opportuno, dunque, che le Amministrazioni comunali, quelle più disattente, investissero il 50% derivante dai proventi delle sanzioni stradali nel potenziamento delle infrastrutture urbane. Si tratta di risorse economiche importanti che il legislatore destina al miglioramento complessivo della viabilità. I soldi delle multe, è opinione di tutti, non devono servire a fare cassa. Se il cittadino vedesse nella contravvenzione un balzello in più, da sommare agli altri, si snaturerebbe la sua funzione educativa. Che è quella di un effetto afflittivo, dunque deterrente, rispetto a un atteggiamento vietato.

In pratica: ti fermo, ti faccio rilevare l'infrazione commessa, elevo il verbale, raccolgo le tue dichiarazioni, ti commino la sanzione. Potrai contestarla, se la ritieni ingiusta, presso le sedi a questo deputate, per cercare di fare valere le tue ragioni. Ma la contestazione immediata farà sì che memorizzerai, a prescindere da tutto il resto, che la tua condotta di guida, in quell'occasione, era scorretta. Meritevole di una (certa) punizione.

E saprai pure che la metà della somma che dovrai pagare, a livello amministrativo, andrà a garantire una maggiore sicurezza stradale.

Fonte: ANAS S.p.A. Lestradedellinformazione